Cosa diciamo a proposito dei romanzi italiani, allora?

Fu un miracolo che un milanese a contatto con la migliore cultura francese, Alessandro Manzoni, riuscì a produrre un romanzo italiano realista, di statura europea, nei cupi decenni prima che gli austriaci arrivarono finalmente in Nord Italia. Gli costò anni di riconversione del toscano letterario. Il risultato fu brillante, ma era ancora un linguaggio che nessuno parlava eccetto forse qualche fiorentino. Il romanzo realista di Manzoni, nacque partendo da un’altra opera, Fermo e Lucia, al quale successivamente l’autore decise di apportare una rivoluzionaria modifica che univa i fatti reali alla finzione.  L’Italia in cui Manzoni scrive era economicamente e socialmente retrograda. I lettori, di ogni tipo di letteratura (inclusa quella femminile, cruciale) era esigua e i tradizionalisti erano sospettosi anche solo dell’idea di un nuovo genere stravagante. Ci sarebbe voluto più di un secolo per assistere ad un riconoscimento dei romanzi e delle donne nel ruolo di lettrici e scrittrici. Non a caso, i nodi morali e linguistici sono ancora strettamente connessi all’epoca della stesura del romanzo, ragion per cui la storia dei due fidanzati “I Promessi Sposi” viene trattata con una completa asessualità.

romanz

Non stupisce che la letteratura italiana sembri “straniera” e remota. Ma è il prezzo da pagare per scoprire la bellezza nascosta nelle profondità della letteratura.  Il passato letterario italiano (Dante nuovamente incluso), è più come un paese straniero in cui i suoi abitanti fanno le cose in modo differente. Se inizierete a frequentarlo, anche soltanto in modo letterario, scoprirete quanto è ricco questo paese. La poesia vi sembrerà differente dopo la lettura di Petrarca e Ariosto, ad esempio quando vi accorgerete che i grandi poeti possono trasmettere dei grandi significati senza chiamare “spada” ogni spada. La famosa musicalità del linguaggio italiano non è un dato di fatto, ma è costantemente ricreato in modi e scopi diversi. Realizzerete anche che vi è una linea che scorre attraverso la letteratura italiana, che parte dal passato classico e arriva fino al presente, una linea che è molto di più di un cliché da libro scolastico. Questa linea è come un filo fragile che continua a rompersi pian piano, ma è uno di quei fili che definiscono la cultura europea (inclusa quella inglese). Raccogliere quel filo in uno dei suoi più alti punti è qualcosa di affascinante, divertente e sicuramente illuminante.