CESARE PAVESECesare Pavese (9 settembre 1908 – 27 agosto 1950), nacque a Santo Stefano Balbo, la città nativa di suo padre. Sebbene la famiglia successivamente si trasferì a Torino, quando Pavese era ancora un ragazzino, hanno sempre fatto ritorno al proprio paese durante le estati. Pavese si laureò all’Università di Torino, dove studiò letteratura inglese. In quel periodo iniziò a tradurre libri della letteratura inglese e americana, aprendo nuove porte ai lettori italiani. Era anche coinvolto nei movimenti antifascisti durante gli anni ’30, cosa per cui fu arrestato nel 1935. Spese pochi mesi in prigione ma successivamente fu mandato in esilio nel sud Italia. Dopo essere tornato a Torino nel 1936, egli continuò a tradurre libri in aggiunta al lavoro come editore Dopo la seconda guerra mondiale, Pavese si iscrisse al partito comunista e lavorò anche come giornalista per il giornale di partito. La narrativa di Pavese è dominata da solitudine, isolamento, tradimento. Le sue novelle fanno i conti con la lotta sociale. Tra le sue più importanti opere vi sono “Il Camerata”, “La Luna e i Falò”, “Tra donne sole”. Pavese si suicidò nel 1950.